Tour del Sole nell'Ottava - Luoghi - RealtàalloSpecchio

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Tour del Sole nell'Ottava - Luoghi

MONTE SANT'ANGELO

Monte Sant'Angelo è situato a circa 18 Km da Manfredonia e può considerarsi l'unico un “monte sacro” pugliese, certamente uno dei luoghi più misteriosi della regione. Meno conosciuto sotto l'aspetto esoterico-magico, a differenza di molti altri monti italiani, è certamente più noto dal punto di vista storico-religioso.
La leggenda narra che proprio sulla sommità di questo monte apparve l'Arcangelo Michele, allora vescovo di Siponto, ed in seguito a questo miracoloso evento fu edificata, nel 493, la chiesa dedicata all'Arcangelo stesso.

Esiste anche una linea (una retta ipotetica rintracciabile su mappa geografica collegando diversi punti) considerata sacra, conosciuta come “Linea di S. Michele”, questa “linea energetica” tocca anche Monte S. Angelo insieme ai seguenti siti:
• St Michael' s Mount (Cornovaglia);
• Mont Saint Michel (Francia);
• Sacra di San Michele in Val di Susa;
• L'Eremo di San Michele di Coli nei pressi di Bobbio
• Santuario di Monte Sant'Angelo nel Gargano

Questi luoghi presentano anomalie a livello di campo elettromagnetico, geomagnetismo ecc..
La Linea Sacra di San Michele Arcangelo è secondo la leggenda il colpo di spada che il Santo inflisse al Diavolo per rimandarlo all’inferno. In ogni caso è sorprendente a disposizione di questi santuari sulla linea: i tre siti più importanti Mont Saint Michel in Francia, la Sacra di San Michele in val di Susa e il santuario di Monte Sant’Angelo nel Gargano sono tutti alla stessa distanza. Un monito del Santo affinché vengano sempre rispettati le leggi di Dio ed i fedeli proseguano nella rettitudine. Inoltre la Linea Sacra è in perfetto allineamento con il tramonto del sole nel giorno del Solstizio di Estate.

CATTEDRALE DI SAN NICOLA PELLEGRINO - TRANI

Quella che è considerata la più bella cattedrale pugliese venne eretta a partire dal 1099, data in cui il vescovo Bisanzio ottenne dal papa di proclamare santo il pellegrino Nicola e di costruire una nuova chiesa, in aperta polemica con Bari.
Nicola morì nei pressi della primitiva cattedrale di S. Maria che occupava il posto della navata dell'attuale chiesa; nei primi anni le reliquie del santo vennero conservate in quella chiesa che non venne semplicemente sostituita dalla nuova. Quest'ultima venne infatti costruita tra il 1099 ed il XIV secolo al di sopra della vecchia che tutt'ora ne costituisce la cripta longitudinale. La prima parte della nuova cattedrale ad essere completata fu la cripta al di sotto del transetto dove nel 1142 vennero traslate le reliquie di Nicola. Seguirono il transetto ed il braccio longitudinale per costruire il quale dovettero essere superati enormi problemi tecnici. Per ultimo fu completato il campanile nel 1365 quando venne ultimata la cuspide

Come altre cattedrali pugliesi la chiesa sorge direttamente in riva al mare, dominando il porto con la mole impressionante del corpo orientale costituito da un enorme blocco parallelepipedo su cui si addossano i tre alti cilindri absidali. Questa conformazione è spiegata dal fatto che la chiesa è in effetti costituita da due chiese sovrapposte.


CASTEL DEL MONTE

Alla morte del Papa, Federico, nelle cui vene scorreva il sangue degli Hohestaufen, seppe, a soli quindici anni, con forza, coraggio e grande determinazione ricostruire, nel 1209, il Sacro Romano Impero assumendo il nome di Federico II in successione al nonno, Federico I “Barbarossa”.
Federico fu uomo politico, guerriero, filosofo, architetto, letterato e mecenate oltre che ineguagliabile esempio tra gli uomini del suo tempo tanto da meritarsi l'appellativo di “stupor mundi”, regnò per più di quaranta anni lasciando grandi opere tra le quali, non ultima, Castel del Monte .

L'idea di costruire quel monumentale Castello, probabilmente, maturò completamente a Federico al ritorno dalla Sesta Crociata, dove, senza spargimenti di sangue, negoziò, con il Sultano di Egitto e quello di Siria, la ricostruzione del Regno di Gerusalemme e dei Territori Santi, di cui si fece incoronare Re, inimicandosi, per questo, i Templari. Tornando velocemente nel suo regno per problemi con il papato, portò al suo seguito e trattenne alla sua corte alcuni saggi e sapienti di religione ebraica ed islamica tra i quali due Maestri Cabalisti Jacob Ben Abbamari e Giuda Cohen, oltre a matematici ed astrologi, oggi diremmo astronomi.

Nell'anno del Signore 1240 il 28 di Gennaio in Gubbio, Federico II firma un decreto diretto a Riccardo di Montefusco, Giustiziere di Capitanata :”… poiché per il castello che presso Santa Maria del Monte da Noi intendiamo là edificare per mezzo tuo, anche se non si trova nel territorio di tua competenza Vogliamo far subito costruire l'actractum con calce e pietre e tutto ciò che è necessario…essere informati con frequenza sull' andamento dei lavori...”, unico documento su Castel del Monte, chiamato Castello presso Santa Maria del Monte, dal nome di un convento cistercense con la chiesa dedicata alla Vergine Maria; infatti il nome attuale comparirà per la prima volta nel 1463 come attesta un decreto di Ferdinando d'Aragona.

E' possibile che l'Imperatore Federico II fosse anche un Iniziato, il quale volle, con la pietra, dare forma, tra simboli ed allegorie, ad un vero e proprio Tempio Iniziatico, a memoria di quel segreto mistico, magico e religioso che all'epoca era detenuto da una elite di adepti, sin dai tempi di Roberto il Guiscardo, avo di Federico per parte di madre, di origini bretoni.

Simbolismo cosmico astrale (le stelle, lo zodiaco, il sole, la luna): le sale si trasformano nell' immagine del Cosmo e di ogni Sapienza. Il Castello stesso diviene una completa allegoria all'ordine universale e alla geometria pitagorica e platonica. Nel suo aspetto più ingegneristico Castel del Monte è geometricamente scandito dal Sole, tutta la sua progettazione pare legata alla progressione di solstizi ed equinozi.  E'  un concentrato di simboli cosmici e quindi di implicazioni astronomiche, geografiche, matematiche e geometriche.


MATERA



Tra le più antiche del mondo, Matera è una città unica nel suo genere, protagonista di un racconto che parte da molto lontano, narrato ininterrottamente dal Paleolitico fino a oggi.

Grotte naturali, case custodite nella pietra, palazzi signorili, corti, chiese, musei, rappresentano l’offerta culturale della Capitale europea della Cultura per il 2019, che da “vergogna nazionale” si è trasformata in un eroico e coraggioso simbolo di Resilienza... una città magica “nella sua dolente bellezza” (C. Levi).

SANTUARIO DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

A Paola, sorge il magnifico Santuario di S. Francesco, il quale si impone sulla scena artistica e culturale non soltanto della città di Paola e della regione Calabria ma del mondo intero per l'enorme patrimonio artistico in esso custodito. Impossibile quindi non visitarlo anche per questa sua importante caratteristica che unisce la sfera religiosa all'interesse puramente storico e culturale, dando modo di apprezzare le bellezze del Santuario nella loro interezza.

Il Santuario si trova nella parte alta e collinare della cittadina di Paola, che tra l’altro è la città natale di San Francesco, in un posto incantevole, in mezzo a floridi campi che furono proprietà del Santo, ai piedi di una montagna e di fronte al mare. Il Santuario rappresenta una delicata quanto affascinante miscela tra architettura rinascimentale e barocca, infatti, sulla facciata che dà alla piazza si possono distinguere entrambi gli stili, rinascimentale in basso e barocco in alto. Custodisce parte delle spoglie del Santo (le restanti si trovano a Tours in Francia), un dente molare che il frate aveva lasciato alla sorella Brigida prima di partire per la Francia, un paio di sandali, il mantello col quale ha attraversato lo stretto di Messina, un cappuccio, le calze, la corona del Rosario, ma soprattutto il busto d'argento che rappresenta il Santo

Appena fuori dal Santuario, sulla sinistra è possibile percorrere la Via dei Miracoli, un itinerario nei luoghi che hanno visto protagonista il Santo: la Fornace, dove il frate fece risorgere dalle fiamme il proprio agnello Martino; la Fonte della Cucchiarella, una sorgente miracolosa che da secoli mantiene sempre lo stesso livello; il Ponte del Diavolo, dove il Santo si trovò a lottare con il Diavolo; e il Macigno Pendulo, bloccato in bilico da San Francesco mentre stava precipitando pericolosamente su un gruppo di operai.





 
TROPEA


Un'affascinante leggenda avvolge questo luogo secondo la quale Ercole l'avrebbe fondata (anticamente il nome era Forum Herculis per l'appunto) dopo aver liberato la Calabria dai giganti o mentre ricercava il Vello d'oro con gli Argonauti.
Secondo un'altra leggenda Scipione l’Africano l'avrebbe fondata.
Comunque sia il nostro primo buon motivo per vedere Tropea è proprio il folkore: citiamo in Luglio la Sagra del pesce azzurro e della cipolla rossa, i prodotti locali per eccellenza; la festa della Madonna dell’Isola il 15 Agosto che prevede la processione in mare con la sacra statua ed in ultimo il 3 Maggio la festa delle Tre Cruci che è una festa pagana con rappresentazioni sulla storia di Tropea e giochi pirotecnici.

Si parte con il centro storico di Tropea che vi affascinerà con la sua atmosfera romantica che vi riporterà indietro nel tempo. Una delle attrazioni di Tropea più ammirate sono i palazzi nobiliari risalenti al ’700 e all’800 arrocati maestosamente sulla rupe, si prosegue con il cuore della città ovvero Piazza Ercole anche qui ritroviamo edifici settecenteschi appartenuti alla nobiltà oltre al monumento del filosofo Pasquale Galluppi e all'antico orologio sulla facciata di un antico palazzo.

Infine l'itinerario religioso ovvero le più interessanti chiese di Tropea, si parte con il Duomo edificata in stile normanno nel IV secolo e ristrutturata nel XII secolo, ammiriamo esternamente il portico con la statue dei santi Pietro e Paolo, S. Chiara, S. Francesco e la Madonna delle Grazie mentre all'interno troviamo diverse opere d'arte tra cui quadri, sepolcri e sculture in legno ed in argento.

L'AQUILA  

da "Viaggi di Repubblica", 2006
"L'Aquila fu edificata in modo che le sue chiese disegnassero a terra la Costellazione omonima in cielo, in una replica precisa (...) Fino a ieri la città è stata legata al binomio con ”il numero 99” (ogni persona racconta di 99 castelli, 99 chiese, 99 piazze e 99 fontane e un altro elemento dà ancora più colore alla leggenda, l’orologio della torre di Palazzo Margherita suona 99 rintocchi.
La città era destinata a diventare una nuova Gerusalemme. Almeno questa fu l’idea del suo fondatore, Federico II di Svevia, che voleva farne una nuova capitale spirituale.
Tra le sue bellezze storiche troviamo la Fontana delle 99 Cannelle, di forma trapezoidale, bella nella sua architettura e nella sua lineare scenografia, che sorge in una zona detta Rivera per l'abbondanza di acqua. Ogni figura delle Canelle è diversa dall'altra, ma a catturare l'attenzione è la pietra angolare che rappresenta l'uomo pesce, o meglio Colapesce, personaggio della mitologia, e tiene sotto controllo tutto il monumento. Solo a lui è concesso di vedere tutte le altre facce. E se ci si mette all'angolo esatto, si ha una visione completa di tutta la fontana...
La lettura esoterica della città continua osservando se il PHS posto sullo stemma cittadino possa essere un'errata trascrizione dell'IHS. Forse potrebbe significare Priuree Honorable Sion, il celebre Priorato di Sion, l'antichissima associazione segreta che ordinò la formazione dei Templari e, secondo alcuni, fu custode del Santo Graal".
E il filo conduttore dei Templari si ritrova in un luogo denso di fascino, fuori dal centro storico: la Basilica di Collemaggio, esempio superbo di romanico-gotico che da sola vale il viaggio, ma anche, sotto questa nuova luce, concentrato di simbologia esoterica.  "Le rosa-croci, simbolo dei templari decorano la facciata, inoltre si può notare anche una quadratura a specchio di alcune pietre bianche che ricordano quelle del Tempio di Salomone a Gerusalemme. All'interno sul Mausoleo, dove è custodito il corpo del Papa, sono ben visibili i sigilli di Re Davide e di Re Salomone. Tutto ciò avvalora la tesi che il disegno di Federico II di far nascere una nuova capitale spirituale, fuori dei confini dello stato pontificio, fosse stato ripreso da Celestino V. E, forse, a suggellare questo stretto rapporto con l'Aquila, il papa volle celebrare il pontificale in città: fu la prima volta, al di fuori di Roma".



 
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