Seminario G. Mereu - RealtàalloSpecchio

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Seminario G. Mereu

INCONTRI DI FEBBRAIO 2019
con l'operatrice olistica
GABRIELLA MEREU

Laureata in “Medicina e Chirurgia” a Sassari e diplomata in Medicina olistica ad Urbino. Sempre ad Urbino, nel 1992, ho ottenuto il diploma in Grafologia. Ho seguito il corso di Medicina omeopatica tenuto a Roma dal Prof. Antonio Negro.

MARTEDI' 19 FEBBRAIO

Conferenza
LA TERAPIA VERBALE
c/o Ristorante Falco d'Oro
Via S. Andrea 10 - CURTAROLO  PD
Ore 20.45 - Ingresso libero e gratuito

Dal 19 al 23 FEBBRAIO

SESSIONI INDIVIDUALI
l'operatrice sarà presente per incontri individuali
a S. Giustina in Colle (PD) - via Dante 87
Prenotazioni al 348 3677745 - orario ufficio

DOMENICA 24 FEBBRAIO

Seminario
LA TERAPIA VERBALE E APPUNTI DA GRODDECK
c/o LABORATORIO DI FORMAZIONE
Via Dell'Artigianato 55- Santa Giustina in Colle, Padova

dalle ore 9.00 alle 13.00
Contributo: 55€

 

Prenotazioni in orario ufficio
al
348 3677745
oppure per e-mail a
realtallospecchio@gmail com

IL PAZIENTE SI CURA DA SOLO
Scrive Gabriella Mereu:
"Sono convinta che la medicina e il medico siano solo dei veicoli e che il medico dovrebbe funzionare solo da guida, affinché la guarigione fisica si attui insieme alla consapevolezza e alla evoluzione del paziente. La malattia è un'espressione che non fa altro che rivelare in maniera metaforica un vissuto emozionale che ha portato alla malattia stessa. Usando quali strumenti l'analogia, i simboli archetipici e la grafologia - scienza questa che si fonda su basi analogiche -, traduco al paziente ciò che il suo inconscio desidera comunicare e ciò avviene contro ogni logica dell'attuale medicina. Il mio punto di partenza è proprio l'espressione verbale e fisica usata dal paziente. In essa, oltre al significato emozionale preso individualmente, ricerco anche un significato collettivo rifacendomi al concetto di inconscio collettivo scoperto da Jung nel secolo scorso. La terminologia usata per esprimere le patologie nella medicina ufficiale, nega l'efficacia e la validità del "pazientese" che è invece un linguaggio collettivo ed emozionale. Molti medici troncano il discorso del paziente quando fiorisce i suoi dolori e sintomi con quegli aggettivi ed espressioni che, invece, per me sono importantissime. Chiedo sempre al paziente di descrivermi la sua malattia come se fosse un analfabeta. Credo che non esistono le malattie, ma "la malattia". Essa non è altro che l'espressione di un'afflizione del paziente che si manifesta in un diverso modo, sia nel linguaggio che nella sua espressione fisica. La condizione che una determinata malattia sia inesorabilmente cronica, non fa altro che confermare, nell'inconscio del paziente, la sua cronicità. Mentre, se il paziente non ci pensasse più potrebbe anche guarire spontaneamente. E, se le analisi e i controlli a cui sono sottoposti i malati non servissero ad altro che a confermare in loro, attraverso la paura - sentimento origine della malattia stessa - la cronicità di essa".



 
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