Gabriella Mereu - RealtàalloSpecchio

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Gabriella Mereu

INCONTRI DI MAGGIO 2017
con la Dottoressa GABRIELLA MEREU



MARTEDI' 16 MAGGIO

Conferenza ad ingresso libero e gratuito
c/o Ristorante Falco d'Oro
Via S. Andrea 10 / CURTAROLO  PD





Dal 17 al 20 MAGGIO 2017
Incontri Individuali
la dottoressa sarà presente c/o l'associazione per incontri individuali
a S. Giustina in Colle (PD) via Dante 87


Prenotazioni orario ufficio
al 348 3677745


DOMENICA 21 MAGGIO 2017
Seminario esperienziale di Terapia Verbale
 
con la dott.ssa
Gabriella Mereu


Orario:
9.30 - 13.30


c/o Centro di Formazione
Via dell'Artigianato 55 / S.Giustina in Colle PD
(per il satellitare impostare su Sis Consulting Srl / S. Giustina in Colle PD)

Il seminario tratterà:
- la terapia verbale (il pazientese, descrizione dei sintomi e collegamenti, metafore);
- esempi pratici;
- Fiori di Bach e massaggi applicati alla terapia verbale.

Contributo seminario 55€
Adesioni entro il 17 maggio:  
Cell.: 348 3677745
E-mail: realtallospecchio@gmail.com

NB> Non si prendono caparre ma si chiede che l'adesione sia impegnativa



IL PAZIENTE SI CURA DA SOLO
Scrive la dott.ssa Mereu:
"Sono convinta che la medicina e il medico siano solo dei veicoli e che il medico dovrebbe funzionare solo da guida, affinché la guarigione fisica si attui insieme alla consapevolezza e alla evoluzione del paziente. La malattia è un'espressione che non fa altro che rivelare in maniera metaforica un vissuto emozionale che ha portato alla malattia stessa. Usando quali strumenti l'analogia, i simboli archetipici e la grafologia - scienza questa che si fonda su basi analogiche -, traduco al paziente ciò che il suo inconscio desidera comunicare e ciò avviene contro ogni logica dell'attuale medicina. Il mio punto di partenza è proprio l'espressione verbale e fisica usata dal paziente. In essa, oltre al significato emozionale preso individualmente, ricerco anche un significato collettivo rifacendomi al concetto di inconscio collettivo scoperto da Jung nel secolo scorso. La terminologia usata per esprimere le patologie nella medicina ufficiale, nega l'efficacia e la validità del "pazientese" che è invece un linguaggio collettivo ed emozionale. Molti medici troncano il discorso del paziente quando fiorisce i suoi dolori e sintomi con quegli aggettivi ed espressioni che, invece, per me sono importantissime. Chiedo sempre al paziente di descrivermi la sua malattia come se fosse un analfabeta. Credo che non esistono le malattie, ma "la malattia". Essa non è altro che l'espressione di un'afflizione del paziente che si manifesta in un diverso modo, sia nel linguaggio che nella sua espressione fisica. La condizione che una determinata malattia sia inesorabilmente cronica, non fa altro che confermare, nell'inconscio del paziente, la sua cronicità. Mentre, se il paziente non ci pensasse più potrebbe anche guarire spontaneamente. E, se le analisi e i controlli a cui sono sottoposti i malati non servissero ad altro che a confermare in loro, attraverso la paura - sentimento origine della malattia stessa - la cronicità di essa".



 
 
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